Coronavirus: oltre 100 mila i casi nel mondo, 4.636 positivi in Italia, stando all’ultimo bollettino ufficiale. I morti nel mondo sono oltre 3.400, nel nostro Paese 197. Tra i positivi al virus, è notizia di oggi, anche il Presidente della Regione Lazio e leader del PD Nicola Zingaretti.
Più che le iniziative del governo, in questa fase dell’emergenza coronavirus, sono i comportamenti dei singoli cittadini a fare la differenza, secondo il Dott. Burioni. Comprendere l’emergenza e cambiare le proprie abitudini: queste le uniche vie per arginare il problema, almeno, sostiene il Professore, per quel che riguarda le prossime due settimane che sarebbero “quelle decisive”.
“Il Segretario del PD, al quale vanno i miei più cari auguri di pronta guarigione, è un essere umano come tutti noi e i virus non guardano in faccia nessuno e infettano tutti”.
“Questo è un virus molto contagioso e pericoloso. Non ha nulla a che vedere con l’influenza quindi dobbiamo fare di tutto per fermare questa epidemia. Potrebbe fare un grave danno direttamente, facendo ammalare le persone, ma anche indirettamente, portando alla saturazione gli ospedali e a quel punto la gente morirebbe anche per altre malattie perché non c’è posto. Quindi siccome non abbiamo farmaci e non abbiamo vaccini l’unico strumento che abbiamo per fermare questo virus è il nostro comportamento”.
“Dobbiamo limitare al massimo i contatti con le altre persone. Cosa significa? Significa che si esce solo per le cose indispensabili: andare a lavorare, andare ad acquistare cibo e generi di prima necessità, andare a prendere le medicine in farmacia. Per il resto si sta a casa. Siamo in due settimane decisive: bisogna stare a casa.
La cosa più importante adesso è il comportamento del singolo cittadino, ognuno di noi può contribuire alla soluzione del problema e a superare questa emergenza il prima possibile oppure se si comporta in maniera irresponsabile come se nulla fosse può mettere in pericolo la sua sicurezza e la sicurezza degli altri. E’ importante che lombardi, veneti, emiliani, romagnoli, laziali capiscano che devono modificare il loro comportamento. E’ indispensabile che le persone non sottovalutino la situazione”.
“Io è dall’8 gennaio che dico che bisognava fare di tutto per non far arrivare il virus dalla Cina. Purtroppo è arrivato senza che ce ne siamo neanche accorti. Tant’è vero che sicuramente per almeno un paio di settimane noi dicevamo che il virus non c’era ma in realtà nessuno lo stava cercando. Un po’ come dire che non avevamo la febbre perché non usavamo il termometro. Adesso però è inutile guardarsi indietro: ognuno di noi si deve impegnare”.
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