Si parte con il Festival di Sanremo 2020, poi gli insulti e gli attacchi degli haters, la passione per la politica, il razzismo e la sinistra, il Milan e Bossi. Tantissimi temi toccati nell’intervista al leader della Lega Matteo Salvini a ‘Un Giorno Speciale’ in compagnia dell’ex Ministro alla Famiglia Antonio Guidi e Francesco Vergovich.
“Non ho visto Sanremo. Ho visto solo la canzone di Gigi D’Alessio a sera tardi quando sono tornato a casa”.
“La politica è amore e passione. Certo, la politica oltre a essere passione è anche dolore quando ogni giorno mentre cerchi di fare il tuo dovere sei insultato o rischi di essere processato. Ormai ci sono più di 200 scritte al giorno contro di me: Salvini boia, Salvini a testa in giù, Salvini muori… Non per me, ma per chi mi sta vicino – i miei figli, mia mamma, mio papà, mia sorella, la mia compagna – non è bello.
Per uno che ha due figli che vanno a scuola non è bello sentire che il papà è un fascista, è un razzista, va processato… nell’era dei social a me spiace per loro, per mia madre e mio papà, per mia sorella e la mia compagna”.
“Gli insultatori di professione, pur di insultare Salvini, da Sanremo al Tribunale di Palermo, le usano tutte”.
“Penso che gli ultimi veri razzisti rimasti siano a sinistra, perché il bianco e il nero è una distinzione che viene fatta soprattutto a sinistra. I decreti sicurezza non sono contro i bianchi o neri, ma cercano di combattere l’illegalità. La disabilità è negli occhi di chi non la conosce e la diversità, è negli occhi di chi non la conosce. Gli unici che hanno dei pregiudizi, spesso e volentieri, stanno a sinistra”.
“Mi diverto spesso, quando vado a pesca, quando faccio politica domenica andrò al derby con mio figlio, staserà aiuterò mia figlia con i compiti… certo mi diverto meno in Senato, lì a volte mi prende il nervoso. Ma siamo fortunati, ogni giorno che apriamo gli occhi è un regalo del buon Dio, non mi manca nulla. Finché mi diverto farò politica, quando non sarà più così, tornerò a fare il giornalista”.
“Bossi mi dice di non andare al Sud? Lo rispetto, ma non lo condivido. Se dice che non devo farlo, se ne faccia una ragione, io continuo a farlo”.
“Ibrahimovic? Dà uno scossone di vita a una squadra che non bastava più a se stessa. Certo quando devi recuperare un trentottenne…”
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