Nella cosiddetta Terra dei fuochi continuano a morire adulti e bambini. Otto i minori morti nell’ultimo periodo, il più piccolo aveva solo 7 mesi.
Papa Bergoglio il prossimo 24 maggio visiterà la diocesi di Acerra, uno dei comuni più colpiti. Un gesto importante, ma simbolico.
Servono azioni concrete. Non possiamo permettere che questo infanticidio continui con l’alibi che non ci sono abbastanza soldi per le bonifiche.
Un paese come il nostro, contributore netto in Europa che ogni anno versa migliaia di milioni di euro in più di quelli che riceve, un paese che ha contribuito con 60.000 milioni di euro ai fondi salva-banche come il MES, non può rifiutarsi di dirottare tutte le risorse necessarie per la bonifica e la messa in sicurezza immediata delle zone della Terra dei fuochi.
Bisogna smetterla di parlarne soltanto di Terra dei fuochi. Bisogna smetterla di strumentalizzarla a fini elettorali.
Non dobbiamo permettere che accada come in Grecia, che la vita dei bambini ceda il posto all’esigenza di salvare organismi finanziari.
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