Giovani destinati a saltare da un lavoro all’altro, sottopagati e senza diritti in un mondo sempre più schiacciato dai mercati, dal capitalismo e dalla globalizzazione.
Gli elementi per una ribellione, secondo il Segretario del Partito Comunista Marco Rizzo, ci sono tutti. Tra ribellione e rivoluzione però c’è tanta differenza.
“Raymond Boudon parlava di finestre di mobilità sociale per cui il figlio di un operaio poteva diventare dottore. Oggi non è più così. Il figlio di un operaio resta operaio e il figlio di un dottore sta peggio di un operaio. C’è uno schiacciamento verso il basso.
Le generazioni del secolo scorso in linea di massima miglioravano leggermente il loro stato, quelle di adesso non avranno previdenza, non avranno pensione, non avranno un lavoro a tempo indeterminato che durerà, avranno tanti salti tra periodi di disoccupazione e periodi di lavoro sfruttatissimo senza diritti. Si aggrappano a un welfare familiare, la pensione del nonno, la mamma… Ma nel futuro saranno schiacciati.
Oggi ci sono le condizioni per una grande ribellione, ma tra la ribellione e la rivoluzione c’è una differenza enorme.
Il ’68 alla fine cosa ha prodotto? Minigonne, capelli lunghi… Una questione di stile. Le catene del potere si sono infrante veramente nel passaggio tra la nobiltà e la borghesia con la Rivoluzione francese e con il potere a chi lavora nel 1917 in Unione Sovietica.
Il processo tecnico scientifico ci consentirebbe di lavorare pochissimo se volessimo. Perché tutte le cose che ci servono, dai vestiti agli strumenti, vengono costruite in pochissimo tempo. Si potrebbe lavorate tutti, lavorare meno e vivere meglio. Invece si arricchiscono pochissime élite economico finanziarie che governano il mondo.
Non esiste un capitalismo buono.
Con il socialismo potremmo vivere in un mondo dove chi produce davvero la ricchezza è protagonista del proprio futuro e può decidere cosa produrre (F35 o treni per i pendolari?), dove produrre (delocalizziamo perché costa meno o rilanciamo il sud del nostro paese?) e quanto produrre (lavori 12 ore senza diritti e senza paga o lavori meno, lavorano tutti e si vive meglio?)”.
ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE
LEGGI ANCHE:
Prima osservazione: l'inizio della sua seconda era azzurra Roberto Mancini se lo è giocato bene…
Roberto Mancini torna alla guida della Nazionale. Stasera entra nel vivo il nuovo corso azzurro:…
Decine di delegazioni hanno lasciato l'aula dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel momento in cui…
Il tetto agli studenti stranieri che non conoscono l'italiano è tornato al centro dello scontro…
La consegna del Premio Sportivo alla Carriera dell’Associazione della Stampa Estera si è trasformata in…
Le ultime settimane hanno visto susseguirsi tre episodi che hanno acceso il dibattito sul livello…