“La verità è che sarebbe servito più coraggio da parte del governo, soprattutto in un ambito cruciale come l’università e la ricerca. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro per altre finalità quando c’è volontà politica”. Lorenzo Fioramonti ha spiegato così su Facebook le ragioni che hanno portato alle sue dimissioni da ministro dell’Istruzione.
“Dimissioni di Fioramonti sono il segnale di un Governo che fatica a trovare condivisione, che non ha una prospettiva e una visione. È un Governo che sta insieme solo perché avevano paura di andare alle elezioni.
Investire in cultura e in istruzione significa anche investire in PIL, è chiaro che dalla manovra economica ci saremmo aspettati qualcosa di meglio dal Governo giallorosso. Mettere tutte queste tasse e poi non investire in settori strategici… È una accozzaglia che sta lì per difendere la poltrona.
Possiamo dire che Fioramonti è stato coerente, è innegabile, aveva detto che se non fossero arrivati i soldi si sarebbe dimesso e lo ha fatto”.
ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE
LEGGI ANCHE:
Negli Stati Uniti torna a riaccendersi il dibattito su uno dei temi più delicati della…
Un servizio del Tg2 dedicato agli scontri in Cisgiordania ha riacceso il dibattito sul linguaggio…
Il tema della modificazione artificiale del clima — cloud seeding, inseminazione delle nuvole, tecniche di…
Non è bastata la pesante sconfitta per 4-1 contro il Cardiff City a far calare…
Il 28 luglio 1976, esattamente cinquant'anni fa, la Corte Costituzionale mise fine — almeno in…
C'è un trucco che si ripete sempre uguale, cambiano solo gli argomenti. Durante il Covid…