Così a proposito del movimento delle sardine parlò non Zarathustra, bensì Martina, esponente di punta del PD: “Sono ossigeno puro, ma ora passino dalle città alle periferie“.
Vi sarebbe da ridere se non vi fosse invero da piangere.
Il vuoto cosmico in effetti è la sola immagine in grado di restituire l’idea dell’immaginario delle sinistre fucsia e cosmopolite, traditrici di Marx, di Gramsci e delle classi lavoratrici.
Le sardine con le loro battaglie prive di sostanza rappresentano la contestazione ideale che piace al potere poiché non mette mai in discussione i rapporti di forza. Quello delle sardine è in sostanza un movimento che nell’atto stesso in cui finge di contestare il reale in verità lo rinsalda, lo giustifica, lo glorifica.
Lottano contro il populismo, dunque contro la possibile rivolta del popolo contro il globalismo; contro il fascismo quando questo è ormai morto e sepolto da anni e dunque distolgono lo sguardo rispetto alla contraddizione reale.
Come ci ha insegnato Pasolini, l’odierno potere non è più di tipo fascista. Il nuovo potere dopo il 68′ è edonista, consumista, permissivo. Non è più autoritario e repressivo. Il nuovo potere non vuole più sudditi, ma consumatori.
Per di più il nuovo potere deve fingere di contestare il vecchio potere (il fascismo) perché si pensi che sia vigente quest’ultimo e non, appunto, il nuovo potere.
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