Tutti i personaggi chiave del Vangelo sono queer, da Maria Maddalena al buon samaritano. Sono queste le recenti dichiarazioni agghiaccianti e surreali di Nichi Vendola, così come vengono trasmesse da La Repubblica, rotocalco turbo-mondialista e voce del padronato cosmopolitico. Pensavamo di averle sentite davvero tutte, ma così non era.
Toccato il fondo, si può pur sempre scavare e scendere ulteriormente. Le pittoresche dichiarazioni di Niki Vendola risultano peraltro perfettamente coerenti con lo spirito del nostro tempo senza spirito, e segnatamente con quel fenomeno grottesco che va sotto il nome di cancel culture, locuzione che (come non mi stanco di sottolineare) deve essere tradotta come «cancellazione della cultura», più che come «cultura della cancellazione».
L’erramento sciagurato della cancel culture consiste nella pretesa assurda di abolire il passato e, insieme, di riscriverlo secondo le mode e le sensibilità del presente, facendo valere un vero e proprio imperialismo dell’oggi.
Per questa via non ci si interessa più alla grandezza artistica di Caravaggio, per fare un solo esempio, ma esclusivamente ai suoi gusti sessuali, nel tentativo (ça va sans dire) di collocarlo sotto la bandiera dell’arcobaleno, dietro la quale si nasconde il grigio della civiltà tecnocapitalistica. Analogamente, non si apprende più la lezione etica e religiosa dei Vangeli, ma si trasformano i loro personaggi in protagonisti di un gay pride antelitteram, secondo le dominanti sensibilità del nuovo ordine erotico, funzionale al nuovo ordine mondiale turbo-capitalistico.
Insomma, non si apprende più la lezione del passato, ma si pretende assurdamente di dare una lezione al passato.
Frank Furedi ha giustamente parlato, in un suo studio consigliatissimo, di guerra contro il passato come cifra della nostra civiltà tecnomorfa e pantoclasta, civiltà che ha innalzato il nulla a proprio orizzonte esclusivo di senso e che, in nome di quel nulla, distrugge tutto il passato della nostra gloriosa civiltà.
Per dirla con il principe di Danimarca Amleto, vi è del metodo in questa follia, segnatamente nella follia di asserire che i personaggi chiave dei Vangeli sono queer.
Questo è l’ordine discorsivo oggi dominante, con la sua smania incontenibile di abolire il passato e di trasformare l’intera storia della civiltà in una conferma delle tendenze del nostro presente, tumultuoso, nichilistico e contraddittorio.
Con un gioco di parole, si potrebbe affermare che i sostenitori della surreale tesi di Niki Vendola possano a giusto titolo definirsi nichi-listi.
Il nichi-lismo è infatti il nichilismo coerente con le parole di Niki Vendola. Questo è ciò che apprendiamo da questa vicenda tragicomica.
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