Luiz Inacio Lula da Silva, ex presidente brasiliano e leader dei lavoratori, è tornato in libertà. Un fatto dovuto, alla luce del fatto che è stato un complotto a metterlo fuori gioco.
I motivi? Lula è uno dei pochi che aveva iniziato a fare sul serio qualcosa in difesa dell’ambiente e in difesa delle classi sociali più deboli.
Il piano è chiaro: quello che si è consumato in Brasile è un colpo di stato. Vogliono sostituire l’uomo dei lavoratori con qualcuno che si rifà ai neonazisti.
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