Gli almanacchi ricorderanno il risultato, “1-0, Dybala 77′” ma Juve Milan ha lasciato molto di più alla storia: oltre la gran partita rossonera e le cinque parate di Szczesny a fronte dell’inattività di Donnarumma, forse anche oltre il risultato, c’è la sostituzione di Cristiano Ronaldo, la seconda nel giorno di pochi giorni, o di pochi minuti, considerando il tabellino.
Non l’aveva presa bene con la Lokomotiv, non l’ha presa bene neanche stavolta (anzi) ma in entrambi i casi Sarri ha dimostrato di aver ragione sull’asso portoghese.
Due vittorie su due, 6 punti che fin quando CR7 è stato in campo erano di fatto 2 ed è forse anche per questo che il fuoriclasse di Funchal ha lasciato lo Stadium in anticipo, poco dopo il gol di Paulo Dybala secondo gli addetti ai lavori.
Un rabbia palpabile la sua, che fa da sempre parte dell’atteggiamento agonistico di Ronaldo, ma dissipata male in uno Juve-Milan che si ricorderà soprattutto della sua uscita con frecciata verso la panchina (secondo i portoghesi parolacce).
C’è però dell’altro sulla sua sostituzione, in molti sostengono che fosse sofferente e Sarri l’avrebbe notato: “Ronaldo sta male da 15 giorni, gli è stato chiesto di giocare sia a Mosca che ieri sera” dice Tony Damascelli; le parole di Sarri nel post-partita confermano il tutto (“E’ in difficoltà, sente dolore quando calcia“).
Come conciliare il fattore infortunio con la rabbia nell’essere sostituito?
“Una volta perse a ping pong contro Rio Ferdinand. Si allenò per due settimane ininterrottamente, poi sfidò nuovamente Rio Ferdinand e vinse davanti a tutti“.
Lo racconta Patrice Evra: che anche stavolta Ronaldo ce l’avesse più con se stesso più che con Maurizio Sarri?
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