Le ultime elezioni in Bolivia non hanno trovato il favore del potere liquido-finanziario neoliberista. Vince Evo Morales, appoggiato dalle masse nazional-popolari, grazie a un socialismo patriottico e anti-atlantista, contrario alla monarchia del dollaro.
Già da tempo Evo Morales figura tra i principali nemici del Washington consensus, a cui ha opposto l’identità nazionale come arma di resistenza culturale al globalismo e all’atlantismo.
E’ probabilmente dovuto a questo il surreale tentativo di golpe di queste ultime ore: si vorrebbero infatti rifare le elezioni senza la possibilità di ricandidare Evo Morales.
Siamo al cospetto di una tendenza che abbiamo già rilevato nello scacchiere globale post 1989: la democrazia esiste unicamente come libera elezione, che è libera e consentita fintantoché i popoli scelgano quello che l’élite plutocratica globalista ha già deciso nei suoi consigli d’amministrazione.
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