Chi se la spassa con le tattiche, le ripartenze, la densità, tutta ‘sta roba noiosa dovrebbe rivedere il gol di Douglas Costa che ha consegnato la vittoria e la qualificazione di Champions League.
Senza quel petardo finale la Juventus è stata come il mozzicone tra i denti di Sarri, robetta nervosa, masticata, anche orribile a vedersi, tra errori in mezzo al campo, là dove Ramsey e Rabiot non ne facevano uno e Khedira con Pjanic passeggiavano sotto il nevischio di Mosca, altre omissioni in difesa con il povero Rugani e Danilo in affanno, per fortuna sorretti da Bonucci che ha salvato sulla linea un gol già fatto dei russi.
Insomma la Juventus è riuscita a soffrire anche potendo godere di rendita, dopo la paperissima iniziale del portiere della Lokomotiv sul tiro di Ronaldo. Il quale Ronaldo ha meritato la sostituzione, presa con la solita superbia dei campioni, non avendone azzeccata una, molle, indisponente, pigro, lasciando al solo Higuain il ruolo di attaccante.
Tra l’altro la combinazione sudamericana del gol partita, Higuain di tacco e Douglas Costa in dribbling su tre e tunnel al portiere, dimostra che la tecnica vale più della tattica e, al momento giusto, chi ha il piede buono può cancellare la minestra riscaldata degli altri. Sarri ci pensi su prima di rinunciare a quelli che sanno giocare a football, nessuno scriva e dica che si vede la sua mano. Semmai il mozzicone, quello sì e sarebbe ora che scomparisse dalla sua bocca.
Tony Damascelli
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