A prestare ascolto a certi media, voci del padronato cosmopolitico, parrebbe che il problema dell’Italia sia il ritorno dell’antisemitismo o la scorta alla Senatrice Liliana Segre.
E il precariato? La disoccupazione? La tragedia dell’Ilva che si sta consumando in queste ore a Taranto? Quei lavoratori sono a rischio del proprio lavoro e della loro salute. Stanno combattendo per garantirsi quei diritti sociali che vengono loro negati.
Liliana Segre, va ribadito, merita rispetto per il dolore infinito che ha subito nella sua esistenza. L’accusa infatti non è rivolta a lei, quanto piuttosto a tutti coloro che come avvoltoi la utilizzano e strumentalizzano per le loro vigliacche politiche di classe a beneficio dei dominanti.
Le studiano tutte per dirottare l’attenzione dal vero conflitto sociale. Ne è un esempio l’intervista di Fabio Fazio a Macron di qualche tempo fa, quando l’antisemitismo fu associato ai movimenti delle Giubbe Gialle. Come anche Roberto Saviano, che ne ha approfittato per abbinare l’antisemitismo all’esigenza di quanti pongano al centro l’idea di sovranità nazionale, come se antisemitismo e l’idea di sovranità fossero strettamente collegate.
L’obbiettivo? Impedire la lotta del basso verso l’alto, degli ultimi contro i primi, del servo sofferente contro il padronato.
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