L’Italia è un paese in cui il cittadino investe nel mattone, si investe cioè in quello che per noi italiani è il bene principale: la casa.
Quando il sistema economico era ancora un sistema di economia umanistica, contavano la certezza del lavoro e la casa di proprietà. Per questo motivo si è investito pochissimo nel sistema finanziario.
La finanza internazionale, che aveva come obbiettivo far investire i risparmiatori in prodotti finanziari, ha fatto pressione sui vari governi affinché questi aumentassero la pressione fiscale sulla casa.
Fu Mario Monti, nel 2011, a spremere il settore “casa” accogliendo queste pressioni.
Ecco perché la crisi del mattone non esiste: si è premiato un settore e se n’è colpito un altro deliberatamente. Si tratta di una scelta precisa di politica economica a vantaggio del grande potere finanziario internazionale e contro i cittadini.
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