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La verità su Mario Draghi (che non è chi dicono che sia)

“Europa, finisce l’era Draghi: così super Mario ha salvato l’euro“
E’ questo il trionfale titolo che “La Repubblica”, fedele voce del padronato cosmopolitico ha dedicato alla fine dell’incarico di Mario Draghi presso la BCE.

L’articolo merita di essere meditato come capolavoro di servile e lirica adorazione nei riguardi degli eroinomani finanziari a capo di quella tecnocrazia repressiva che è l’Unione Europea.
Essa, non mi stancherò di dirlo, è esattamente l’opposto di ciò che viene presentato e nobilitato come democrazie e integrazione dei popoli europei, per non parlare di “benessere” generalizzato.

L’Unione Europea non è che la riorganizzazione verticistica del rapporto di forza, più precisamente di quello che è venuto sviluppandosi dopo il 1989.
L’UE è l’aggressione che il capitalismo vincente sferra contro gli stati sovrani, ultimi garanti delle democrazie e dei diritti. Il teorema della cessione di sovranità all’Europa è un passaggio chiave da questo punto di vista.

Tornando all’articolo del rotocalco “La Repubblica” così continua: “Dio ci mise sei giorni a creare l’universo, a Mario Draghi sono bastate cinque parole per salvare l’euro“.
Ebbene, siffatte parole si commentano da sé: rappresentano lo zenit della beatificazione del sistema, della teologia del libero mercato e del primato assoluto della finanza, in sostanza quindi del cappio dei popoli europei.

Occorre poi correggere l’identikit che viene fatto su Mario Draghi: è tra gli euroinomani più impenitenti, colui che sosteneva apertamente la necessità per l’Italia di cedere tutta la sovranità politica dopo aver già ceduto quella economica e monetaria.
Mario Draghi è altresì colui che nel 2011 firmava la lettera che la BCE inviava al Governo italiano per imporre le sue riforme chiaramente liberiste, i tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni e abbassamento dei salari in nome della competitività globalista.

Mario Draghi è l’emblema massimo del sistema euro, “un sistema irreversibile“, sostiene incessantemente, tant’è che lo stesso Matteo Salvini ha fatto sua questa frase. Ecco l’importanza di Mario Draghi, un’importanza delineata per conoscere il nemico e poterlo fronteggiare nella lotta di classe.

RadioAttività, la pillola del giorno con Diego Fusaro


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Diego Fusaro

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