Nell’immaginario collettivo, si pensa che sia pratico solo ciò che ha a che fare con l’immediato. Una deformazione culturale differente dall’approccio insito nell’Economia Umanistica. Per mestiere, io parlo di capannoni, di banche, di denaro, di aziende: non c’è nulla di più pratico nella visione di questa società.
Ma, quando mi sposto sul piano dell’Economia Umanistica, non affronto le tematiche dell’immediato, di quello che succederà domani, ma di come vorremmo che fosse la società tra 10, 30 anni.
Questo approccio è portato avanti dallo strategic thinker, ovvero chi pensa in modo strategico. E’ un modo di approcciare alle questioni che dovrebbero fare proprio i politici. Invece, da decenni viaggiamo da una campagna elettorale all’altra, perché la prospettiva delle cose diventa a 3 mesi, massimo a un anno.
E’ necessario allargare la visione, si parla solo di borse e di mercati da tanti anni. Non si parla più delle persone, della famiglia.
Economia Umanistica significa spostare l’attenzione dal mercato alla persona.
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