Col suo gesto, germogliato via Twitter, incastona un giorno di indimenticabile felicità all’interno della vita difficile di un ragazzo disabile, tifoso del Napoli, che da tempo cullava il sogno di vedere gli azzurri al San Paolo. Qualche maestro dell’ovvio avrà già detto: “Con tutti i soldi che hanno, che vuoi che sia…“. Il commento è doppiamente stupido, in primis perché non ci risulta che lo facciano tutti i colleghi del calciatore algerino, poi perché la gioia che scaturirà dal suo gesto non avrà prezzo. Chapeau.
In realtà applica semplicemente il regolamento, ma nel paese del lassismo e di chi fa il più delle volte finta di nulla, non solo nel mondo del calcio, ci piace premiare chi oppone la fermezza e lo sdegno all’idiozia; stavolta, il ruolo dei minus habens spetta ad alcuni, forse non pochissimi, tifosi atalantini che hanno preso di mira Dalbert della Fiorentina. Cominciamo a creare una serie di precedenti, sistematicamente.
Barella gli recapita nel cuore dell’area un assist dalla traiettoria disegnata col compasso, lui decolla con una potenza e una torsione del collo che fanno pensare a un frigorifero che stia levitando su ali di libellula.
Blinda il risultato e, di conseguenza, la vittoria di una Juventus sofferente, con le sue parate, che sono il respiratore sempre acceso per una squadra che a tratti boccheggia. Nulla avrebbe potuto fare di più sulla conclusione mirabile con cui Veloso trova il vantaggio scaligero.
Dopo la razionalizzazione tattica posta in essere nel precedente turno di campionato al San Paolo, consegue i primi tre punti contro il Torino grazie a un gol di Gabbiadini. È presto per dirlo, ma potrebbe essere iniziato un altro campionato, per la Sampdoria e per il tecnico abruzzese. O, se preferite, potrebbe essere iniziato in ritardo “il” campionato.
Non è tanto per la seconda battuta a vuoto di fila del Torino (troppo esaltato dopo soli due turni di campionato?), quanto perché non ha perso occasione per ricominciare con i soliti piagnistei contro le decisioni arbitrali.
Autoritario senza riuscire a essere autorevole, a tratti ducesco, indisponente, sempre veicolante la sensazione di non avere la partita del tutto in pugno, ostentando però al contempo il pugno duro, fine a se stesso. Perché non ha voluto consultare il VAR in occasione del rigore che si è affrettato ad assegnare al Bologna?
Autore di una partita di grande sostanza, al termine di Bologna – Roma si proietta, tarantolato, contro la panchina della Roma, ricordando per la gestualità Jimmy Il Fenomeno, nei suoi momenti di maggiore agitazione.
Noiose, ripetitive, particolarmente stupide è ormai annose. Proviamo imbarazzo al posto di chi si sente in dovere di continuare a farle.
Non solo la mamma degli idioti continua a rimanere incinta a ripetizione, ma evidentemente i suoi parti sono sempre plurigemellari.
Paolo Marcacci
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