Basta un’intervista per capire chi sia l’esponente che deciderà le politiche economiche europee nei prossimi anni. Christine Lagarde, alle domande di un giornalista del “The Guardian” che le chiedeva delle sorti della Grecia, dove gli anziani muoiono per mancanza di cure e le donne partorienti non possono avere un’ostetrica, rispose seccata: “Penso di più ai ragazzi di una scuola di un piccolo villaggio del Niger“.
Aveva forse avuto un piccolo lapsus in quel momento la Lagarde, visto che da presidente del Fondo Monetario Internazionale lei stessa promosse politiche di austerity verso quei paesi proponendo la privatizzazione di beni già scarsi in quei territori, ovviamente a favore dei grandi gruppi francesi di riferimento.
Nel periodo della sua presidenza l’FMI ha avuto risultati disastrosi perché Christine Lagarde sbagliò i calcoli sui moltiplicatori del reddito, falsando in tal modo le previsioni sui risultati delle misure di austerity e provocando il fallimento di centinaia di migliaia di imprese del sud Europa, nonché il crollo del PIL. Fu allora che si mise letteralmente nelle mani di Sarkozy, e fu poco dopo che dichiarò la sua disapprovazione riguardo la tassazione dei ricchi come mezzo non efficiente per ridurre le disuguaglianze.
“Il modo più efficiente sarebbe quello di eliminare il differenziale di genere tra uomini e donne“: ecco un identikit di Christine Lagarde, attuale presidente della Banca Centrale Europea.
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