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Storia di un suicidio europeo: il Mercosur e quello che non vi hanno raccontato

Il mondo industriale europeo è in subbuglio a seguito dello stallo dell’accordo di libero scambio commerciale tra Unione Europea e Mercosur.

Industria europea e timori geopolitici

Le imprese, guidate da settori chiave come l’automotive e il manifatturiero, temono che il blocco dei negoziati favorisca la penetrazione commerciale della Cina in America Latina. La resistenza francese, dettata da timori per il settore agricolo, è vista come l’ostacolo principale che impedisce l’accesso a un mercato da 260 milioni di consumatori. Le associazioni datoriali sottolineano come l’accordo sia vitale per diversificare le catene di approvvigionamento e garantire l’approvvigionamento di materie prime critiche.

Debolezza europea e ruolo dell’Italia

La mancanza di ratifica verrebbe percepita come un segnale di debolezza geopolitica dell’Europa, incapace di chiudere intese strategiche su scala globale. In Italia, molti settori esportatori premono affinché il governo faccia sentire la propria voce a Bruxelles per sbloccare la situazione. E sì, perché ormai noi siamo i sudditi dell’Unione Europea.

Competitività e frattura interna

Il nostro governo, ormai da molti, troppi anni, è diventato un ratificatore di decisioni altrui. Il rischio concreto è che le barriere tariffarie restino elevate, penalizzando la competitività dei prodotti europei rispetto ai competitori asiatici. Insomma, questa rivolta rifletterebbe una frattura tra le esigenze del libero scambio industriale e le istanze protezionistiche agricole.

Isolamento europeo e percezione globale

Il rinvio sine die dell’accordo potrebbe avere costi economici permanenti per l’industria manifatturiera europea. Senza una svolta diplomatica, l’Europa rischia di restare isolata da una delle aree più dinamiche del pianeta sotto il profilo economico. La sensazione degli imprenditori italiani, che operano in varie aree del pianeta, è che ormai l’Europa sia considerata, a livello globale, il luogo meno importante del pianeta. Siamo considerati, per esempio, dai cinesi, il continente morto, perché abbiamo distrutto con le norme dell’Unione Europea il welfare, la capacità di fare figli, il reddito delle famiglie, e siamo quindi percepiti come un luogo inefficace dal punto di vista della diplomazia internazionale.

Valerio Malvezzi

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