In questi giorni si è spento Francesco Saverio Borrelli, il magistrato il cui nome è legato da sempre al pool di Mani Pulite. Quello che stupisce di questa notizia è, tuttavia, il processo di beatificazione post mortem, messo a punto dall’opinione pubblica nei confronti di Borrelli.
Procedendo controcorrente e analizzando la vicenda storica sotto un altro punto di vista, è necessario tenere sempre in mente quello che l’inchiesta Mani Pulite fu. Ovvero, un colpo di Stato giudiziario che, in astratto, mirava a contrastare e a rimuovere la corruzione dilagante nella Prima Repubblica. In concreto, quell’inchiesta riuscì a distruggere la Prima Repubblica corrotta sì, ma anche centrata su una serie di questioni, come i diritti sociali e la sovranità nazionale.
E l’obiettivo di Mani Pulite fu proprio questo: spazzare via la Prima Repubblica con tutte le conquiste delle classi lavoratrici e tutti i punti fermi della sovranità nazionale che, ancora, persisteva.
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