Gli elettori non contano niente, le decisioni vengono prese dalla Finanza. Questo il concetto alla base dell’intervento di Valerio Malvezzi a ‘Un giorno speciale’ con Francesco Vergovich e Fabio Duranti. L’economista spiega: “La Politica serve per far giocare gli elettori, prova ne è il fatto, ad esempio, che nei trattati è scritto che la Banca Centrale Europea non deve rispondere né ai Governi né ai Parlamenti. Chi lo ha scritto, i politici, rispondevano al popolo? Chi ha il denaro comanda gli altri sono camerieri“. In ragione di questo non ci si deve stupire se Christine Lagarde passa dal Fondo Monetario Internazionale alla Banca Centrale Europea. Anche riguardo le nuove nomine dei vertici dell’Europa, Malvezzi commenta in maniera lapidaria: “Come nel Gattopardo si cambia tutto per non cambiare niente“.
Sin dai tempi della scuola siamo abituati a pensare il mondo come se fosse tutto fosse un bilancio, un rapporto tra debito e credito. Nasciamo e riusciamo con questo debito di cui si parla tutti i giorni, sui media, nelle università, ovunque. Siamo eterni debitori a prescindere da come conduciamo la nostra vita. E’ veramente questa la nostra situazione? Cosa c’è che non funziona in questo sistema?
“La finanza ha messo le mani anche nelle scuole inserendo un linguaggio e un sistema basato su debiti e crediti“.
“In realtà ve lo stanno facendo credere” – sostiene Malvezzi – “Vi stanno facendo credere che non ci siano soldi per fare case, ospedali, per mettere in sicurezza le strade, ma la realtà è che non sono le banche centrali a premere il fantomatico bottone che produce soldi, lo fanno ma in maniera relativa“.
Chi produce denaro sono le banche private, “le banche private che detengono il mondo e decidono cosa fare e cosa non fare“.
“Sul credere che la moneta sia un bene scarso, come il petrolio, e che quindi abbia un valore maggiore. In realtà la moneta viene creata con un meccanismo quasi inconcepibile. Henry Ford diceva che è un bene che il popolo non capisca il nostro sistema bancario e monetario“, il famoso imprenditore creatore dell’omonima casa automobilistica affermava infatti che “se lo capissero scoppierebbe una rivoluzione entro domattina“.
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