E’ un dettaglio, anche perché ogni cosa sembra esserlo, di questi tempi, quando si parla di questioni romaniste; però un dettaglio di quelli per cui un pool di manager, a ogni (altra) latitudine, in ogni (altra) azienda verrebbe quantomeno messo sotto accusa. Assieme a Totti, dalla Roma vanno via anche le sue magliette. Niente più nome e numero dieci negli store ufficiali: chi li vuole può acquistare una maglietta “anonima” per poi farseli stampare per proprio conto. Oppure… oppure? Lo capiremo a breve, ma questo è un altro discorso.
Di certo, a parte lo sbriciolarsi (anche) delle colonne del tempio del merchandising, c’è o c’era, a questo punto, tutto un apparato simbolico che vede recise le proprie radici; c’è la Roma, intesa come patrimonio emotivo, sentimentale, memoriale che diventa un’altra cosa. O, se preferite, operando una retrospettiva storica a cominciare dal 2011, che finisce di diventare un’altra cosa e forse questa formula è ancora più corretta.
Senza Totti, senza la sua maglia che a livello simbolico ne è l’emanazione anche sul piano commerciale; senza De Rossi e chissà senza quali altri portatori sani, anche se meno rappresentativi, di appartenenza, cosa resta alla Roma per coprirsi, ora che è rimasta nuda?
Ci vorrebbe uno scudetto, subito, dietro il quale ripararsi da ogni tipo di spiffero. Già, come abbiamo fatto a non pensarci?
Paolo Marcacci
Lewis Hamilton 10 e lode Ruggisce il vecchio (?) leone sotto il sole di Catalogna,…
Il tema della remigrazione non è mai stato così attuale. Proprio il 12 giugno 2026…
A 3.200 metri di quota, nel cuore dell'Antartide, sorge la stazione italo-francese Concordia: un avamposto…
La Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid non riesce ad ascoltare Giuseppe Conte. Non per impossibilità…
L'ennesimo ribaltone dirigenziale scuote la Juventus. Dopo una stagione conclusa con la mancata qualificazione alla…
La nomina del nuovo direttore sportivo giallorosso dà ufficialmente il via al calciomercato: tutti i…