Le elezioni di metà mandato del 3 novembre hanno consegnato il Congresso americano ai democratici, tra vittorie storiche e sconfitte eccellenti. Ma dalle urne è arrivato anche un altro segnale: in 40 consultazioni locali su 41, gli elettori si sono espressi contro l’espansione dei data center, le infrastrutture al centro dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Un risultato sul quale si sofferma Giorgio Bianchi, intervenuto ai microfoni di Un Giorno Speciale, criticando un dibattito politico che, a suo giudizio, privilegia le contrapposizioni ideologiche rispetto alle questioni economiche e sociali.
“L’aspetto che mi preoccupa veramente tanto è che determinate tematiche fondamentali stiano sfumando”, osserva Bianchi, criticando un dibattito pubblico concentrato soprattutto sull’identità dei candidati.
Per il giornalista, il voto americano pone invece una questione concreta: chi sostiene il costo energetico e idrico delle infrastrutture digitali? “Fare una riflessione sull’intelligenza artificiale, sui data center, non vuol dire negare il progresso, vuol dire evitare che si creino disastri e poi dover tappare falle gigantesche quando oggi il buco sarebbe molto più piccolo e si potrebbe accomodare“.
Il discorso si sposta a Taranto, dove il 3 novembre sono iniziate le operazioni di spegnimento degli altiforni dell’ex Ilva. Bianchi pone il problema di una produzione industriale che non scarichi altrove i danni ambientali: “Uno si deve porre sempre il dubbio se non si poteva fare tutto in una terza via, ad esempio continuare a produrre l’acciaio però con più rigorosi standard ambientali“.
Duranti lega la questione alla distribuzione della ricchezza: “Le risorse naturali, le risorse del nostro pianeta, dovrebbero essere distribuite per i propri cittadini, non a vantaggio soltanto di qualcuno”.
“E poi ci lamentiamo perché magari non arriviamo alla fine del mese o non ci possiamo riscaldare adesso che arriva l’inverno, perché l’energia costa, il gas costa, l’energia elettrica costa“. Una contraddizione, secondo Duranti, che chiama in causa anche chi consuma tecnologia senza interrogarsi sui suoi costi.
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