I Dem, ovvero i democratici americani, adesso fanno marcia indietro e ripudiano l’ideologia woke che fino a ieri avevano propugnato strenuamente. L’ideologia woke allude a quell’ideologia che ci esorta a rimanere svegli, da awake, da cui deriva il termine woke, e che di fatto incarna la battaglia contro tutte le discriminazioni condotta rigorosamente sotto il sembiante dell’arcobaleno. La notizia, riportata da tutti i più letti e soprattutto più venduti quotidiani di stretta osservanza liberal-progressista, merita un pur telegrafico commento.
Come ha puntualmente mostrato Karl Rhodes nel suo studio Capitalismo woke, l’ideologia wokista può, complessivamente, essere letta come la piattaforma di supporto del nuovo turbocapitalismo liberal-progressista. Quest’ultimo, per un verso, aspira a dirottare lo sguardo dalla lotta di classe verso questioni del tutto marginali e secondarie che, ça va sans dire, nemmeno menzionano il diagramma dei rapporti di forza e le contraddizioni sociali ed economiche che sconvolgono il tetro paesaggio della globalizzazione liberal-finanziaria. Per un altro verso, l’ideologia wokista permette alle aziende multinazionali di ripulirsi l’immagine mediante una pratica che potremmo, a giusto titolo, definire di rainbow washing. Aziende che sfruttano fino allo sfinimento i lavoratori si intestano battaglie arcobaleno per apparire progressiste e vicine alle istanze sociali, dove naturalmente le battaglie arcobaleno sono quelle che semplicemente spostano lo sguardo dal conflitto di classe. Per non tacere poi del fatto, in verità trascurato da Rhodes, che il wokismo risulta in tutto funzionale alla dinamica perversa di neoliberalizzazione integrale del mondo della vita e dunque alla conseguente riconfigurazione antropologica dell’essere umano in coerenza con la logica illogica del libero consumo e del libero costume.
Probabilmente, meglio tardi che mai, i Dem americani si sono accorti che le istanze arcobaleno, da loro difese fino a ieri, sono sideralmente distanti dalla sensibilità delle classi nazionali popolari americane e poi anche europee e che accentuano il già in atto divorzio tra popolo e sinistra. Con tutta evidenza, ai lavoratori e alle masse nazionali popolari poco importa delle questioni arcobaleno, rispetto alle quali appaiono decisamente e giustamente più rilevanti i problemi legati al lavoro, al salario e ai diritti sociali. Era ora che se ne accorgessero anche i Dem e in effetti se ne sono accorti, anche se, va detto, in maniera piuttosto tardiva.
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