Un ulteriore tassello si aggiunge a comporre il quadro completo del programma ideologico del neo fondato partito del prode generale Vannacci, Futuro nazionale. Ebbene questo tassello corrisponde con l’anti islamismo radicale. In un’epifania catodica sulla sette, un esponente del partito del generale ha dichiarato che siamo in guerra e che detta guerra riguarda l’invasione islamica ai danni dell’Italia. Da ciò si evince, in maniera ancor più netta, come il partito del prode generale Vannacci sia essenzialmente organico all’ordine dominante. Non soltanto per il suo liberismo, per il suo atlantismo e, dulcis in fundo, per il suo mantenimento della demenziale dicotomia di destra e sinistra, ma anche per il suo anti islamismo programmatico. Come abbiamo mostrato nel nostro studio La fine del cristianesimo, ci troviamo nel bel mezzo di una guerra alla religione, dichiarata dalla civiltà del nulla del capitalismo finanziario. Quest’ultimo mira ad annientare ogni religione della trascendenza per produrre in tal guisa il nichilismo integrale degli ultimi uomini che non credono più in nulla e che dunque possono essere integralmente colonizzati dalla forma valore di scambio. Le religioni della trascendenza, tanto il cristianesimo quanto l’islam, restano un baluardo di resistenza contro il nulla della civiltà merciforme.
Nel concreto quadro dei rapporti di forza oggi egemonici, islam e cristianesimo non sono nemici ma, al contrario, sono benemerite forme di resistenza spirituale al dilagare del nulla coessenziale al capitalismo sans frontières. La manicomiale contrapposizione tra islamici e cristiani, difesa tra l’altro dal partito del prode generale Vannacci, risulta in tutto e per tutto funzionale al blocco capitalistico e alla sua collaudata pratica del comandare dividendo e segnatamente contrapponendo islamici e cristiani in vista dell’agnentamento tanto dell’islam quanto del cristianesimo. Sicché per futuro nazionale e per il partito di Vannacci in generale, la guerra in cui siamo non riguarda il sistema finanziario e l’imperialismo americano centrico, ma l’islam, ossia una delle poche forze residue che contrastano attualmente tanto il sistema finanziario quanto l’imperialismo. Lo ribadiamo per l’ennesima volta, il partito del generale Vannacci non rappresenta l’opposizione al sistema dominante ma un suo prodotto quintessenziale. Ecco perché il partito del Vannacci è del tutto funzionale alla dominazione liberal atlantista, quando anche si presenti in maniera ingannevole come un partito antisistemico
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