La Commissione Europea ha presentato EU-Inc, una nuova forma societaria pensata per agevolare la nascita delle start-up innovative nel mercato unico e favorire i giovani innovatori. Tutti a festeggiare, ma subito dopo l’iniziativa viene stroncata perché si tratta di fatto di un bluff burocratico. Infatti, nonostante le promesse di un regime armonizzato, le società dovranno comunque registrarsi nei singoli stati sottostando a diverse normative fiscali e del lavoro nazionali. Molti non lo sanno, ma abbiamo delle regole fiscali diverse in Unione Europea, abbiamo delle regole del mercato del lavoro diverse nel mercato europeo, quindi le uniche cose che abbiamo in comune sono banche e finanze, fino a un certo punto.
È da rimarcare che in Italia la Costituzione Digitale in 48 ore sia già una realtà con costi molto bassi e senza requisiti di capitale minimo e inoltre la legislazione italiana è tra le più avanzate in Europa, anche se non sono d’accordo perché credo che invece ci voglia la capitalizzazione delle imprese e ci voglia la cultura del capitale, oltre che la cultura finanziaria per i piccoli e medi e imprenditori italiani e soprattutto per i micro, cioè per le start-up. Per cui l’operazione di Ursula von der Leyen rimane sostanzialmente solo un’operazione di cabotaggio mediatico. Anche il Financial Times boccia la mossa della pessima von der Leyen, definendolo ancora una volta un’occasione persa che non risolve i problemi dei giovani innovatori, cioè la carenza di capitale di rischio, l’eccessiva regolamentazione bancaria per l’accesso ai finanziamenti, ma soprattutto la mancanza di un mercato, di cultura, di capitale di rischio, perché in fase di start-up, lo dico da ex docente di finanziamenti d’azienda, serve proprio quello, cioè il capitale di rischio, non il capitale di debito. E poi mancano sostegni pubblici e mercati di consumo appropriati, manca sostanzialmente l’economia, che è tutta un’altra questione.
Intanto i principali Paesi europei, tra cui Italia, Francia e Germania, hanno preso l’iniziativa scrivendo un documento per dettare alla commissione la vera linea sugli investimenti e la semplificazione dei mercati, che ovviamente resterà lettera morta. Io ho passato la giornata ieri a fare consulenza ad una micro-impresa per problematiche di strategia aziendale. Farò un webinar il 14 maggio, al quale tantissime persone si sono già iscritte gratuitamente sul sito valeriomalvezzi.it nel quale tratterò di questi temi, ma li tratterò non dicendo scriviamo la lettera alla von der Leyen, perché ieri con l’imprenditore non abbiamo parlato di scrivere alla von der Leyen, o scendere a parlare alla Meloni, o andare in piazza, ma come risolvere da soli i propri problemi. Ecco, ci sono due tipi di imprenditori, quelli che piangono o pensano che mettendo una croce nell’urna elettorale qualcuno risolverà i loro problemi, e quelli che invece insieme a me se li risolverò da soli.
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