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“Muori e fai morire”: ecco perché i giudici non si sono mossi ▷ “Per una precisa norma OMS del 2022”

Uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto è che una legge, soprattutto quando impone obblighi gravi ai cittadini, debba poggiare su presupposti di fatto veri e verificabili. È su questo punto che si apre una questione giuridica e costituzionale ancora oggi irrisolta: cosa accade quando il presupposto fattuale su cui si fonda una legge si rivela falso? Nel caso dell’obbligo vaccinale introdotto durante la pandemia da Covid-19, il presupposto dichiarato dal legislatore era chiaro: la vaccinazione avrebbe prevenuto la diffusione del contagio da SARS-CoV-2. Su questa base si è giustificato un obbligo particolarmente incisivo, inizialmente per i sanitari e poi progressivamente esteso a larghe fasce della popolazione, con sanzioni che arrivavano alla sospensione dal lavoro. Tuttavia, già nel corso del 2021 e poi in modo sempre più esplicito nel 2022, è emerso un dato che oggi è pacifico e riconosciuto anche dalle autorità regolatorie come AIFA ed EMA: i vaccini non impedivano la trasmissione del virus. Il vaccinato poteva contagiarsi e contagiare.

A questo punto la domanda diventa inevitabile: se la legge impone un trattamento sanitario per “prevenire la diffusione del contagio”, e se tale effetto non si verifica, l’impianto normativo non dovrebbe crollare? La risposta la fornisce il Professor Iannello: “Si diceva che si doveva vaccinare per raggiungere l’immunità di gregge, cioè quella soglia che impedisce la circolazione del virus. Questo era il messaggio che veniva veicolato. Le misure sono diventate sempre più draconiane, quindi sono stati obbligati quasi tutti le categorie del pubblico impiego a vaccinarsi. Mano a mano che si inasprivano le sanzioni e si allargava la platea, si comprendeva che si comprendeva, cioè diventava patrimonio comune, che i vaccinati si contagiavano e contagiavano. Le famiglie di quattro vaccinati si contagiavano tutti e quattro, quindi era illogica la progressione. Che cosa accade? Che il Consiglio di Stato e tutti i medici hanno sempre respinto l’eccezione d’incostituzionalità, dicendo ma che cosa stai dicendo, questo farmaco è efficace per prevenire la trasmissione. Fino a quando il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana solleva la questione di costituzionalità. Era gennaio-febbraio 2022. In questa eccezione c’è scritto, oramai un fatto notorio, che il farmaco non blocca la trasmissione del virus, per cui il vaccinato si contagia e può contagiare. A quel punto entra nelle aule dei tribunali il dato. Dovrebbe crollare l’impianto. Invece che cosa fa lo stesso giudice siciliano? Adegua la legge alla realtà”.

Fabio Duranti

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