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Mattioli stronca la Juve: “Openda? Preferisco Lapadula”

Pareggio a reti bianche e fischi all’Allianz Stadium. Ieri sera Juventus e Milan si sono fermate sullo 0-0, in una partita nervosa e povera di emozioni. Il Milan ha fallito un rigore con Pulisic, mentre la Juve non è mai riuscita a rendersi davvero pericolosa, confermando una crisi offensiva ormai cronica: cinque pareggi consecutivi tra campionato e Champions. Ai microfoni di Radio Radio Mattino Sport & News, Mario Mattioli ha espresso un giudizio durissimo: nel mirino l’attacco bianconero, l’allenatore Tudor e soprattutto Openda, bersaglio principale di una critica senza sconti.

L’attacco è un deserto

Hanno detto di aver preso due fenomeni, io ancora li devo vedere.” Mattioli parte da qui, con una frase che è quasi una sentenza. Per lui la Juventus di Tudor è un’ombra offensiva: poca creatività, pochi tiri in porta, nessuno che si prenda la responsabilità di cambiare il ritmo. “Non c’è traccia, non c’è proprio traccia” ribadisce, riferendosi al gioco d’attacco e alla capacità di incidere. La Juve, insomma, non crea, non sorprende e soprattutto non segna.

Openda non convince

Il discorso si sposta poi su Loïs Openda, che doveva essere la punta di diamante del nuovo ciclo: “Lo hanno presentato come un goleador, ma io quelle poche volte che l’ho visto giocare non mi ha mai dato l’impressione di esserlo davvero.” Parole che pesano. Mattioli sottolinea come il belga, arrivato con grandi aspettative, sembri smarrito dentro un attacco senza idee, privo di supporto e di ritmo. Non lo accusa di mancanza di impegno, ma di assenza di istinto e presenza scenica, qualità indispensabili per chi deve trascinare un reparto.

“Preferisco Lapadula”

Il momento più provocatorio arriva quando Mattioli lancia la sua battuta più discussa: “Io preferisco Lapadula.” Una frase che, più che un paragone tecnico, è una dichiarazione d’intenti: meglio un attaccante concreto, ruvido, capace di lottare su ogni pallone, che uno elegante ma evanescente. “Almeno Lapadula tira, ci prova, si sporca le mani,” aggiunge ironico. Il senso è chiaro: alla Juve mancano fame e cattiveria sotto porta, doti che il giornalista vede nel giocatore del Cagliari ma non nel nuovo numero 9 bianconero.

Una squadra senza identità

Mattioli infine allarga il tiro, chiamando in causa anche Tudor: “Io credo che Tudor non riconosca neanche tutti i giocatori.” Una frase che riassume il disordine tattico e psicologico che, secondo lui, regna nella Juventus.

Redazione

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