L’aria d’estate porta con sé allarmi e paure, e quest’anno nel mirino è finito il virus West Nile. Ma è davvero il caso di allarmarsi? L’epidemiologo Massimo Ciccozzi, docente presso il campus biomedico di Roma e tra i massimi esperti italiani di malattie infettive, invita alla calma a ‘Lavori in Corso: “Siamo spesso abituati ai titoli sensazionalistici – esordisce Ciccozzi – ma bisogna distinguere tra comunicazione corretta e panico ingiustificato”.
L’esperto rassicura: contrarre la malattia è altamente improbabile. “La West Nile si trasmette dal morso di zanzare che hanno a loro volta punto uccelli infetti, non da persona a persona né con semplici contatti. Il rischio per la popolazione è estremamente basso, l’80% dei contagiati non sviluppano sintomi, e solo il 20% ne sviluppa“.
Ma quali sono i sintomi da non sottovalutare? “Nella grande maggioranza dei casi – spiega Ciccozzi – l’infezione decorre senza alcun sintomo e passa inosservata. Solo una piccola percentuale manifesta sintomi simili a quelli di una lieve influenza: febbre, mal di testa e, talvolta, dolori muscolari. I casi gravi sono rarissimi e concentrati soprattutto tra anziani o persone con sistema immunitario compromesso o altre patologie”.
Lo stesso contesto in cui arrivano solitamente le punture, rende l’infezione un problema destinato a restare relativo per l’uomo: “Gli uccelli selvatici sono i veri serbatoi del virus, che si replica al loro interno. La zanzara punge questi uccelli selvatici e in seguito punge i cavalli, gli equidi: solo occasionalmente punge l’uomo quando non trova un equide nei paraggi“.
Il messaggio è chiaro: serve informazione, non allarmismo. “Poi specifichiamo: a me anche un singolo decesso che sia ora o in pandemia, non sta bene. Detto questo, oggi siamo a 13 decessi; l’anno scorso sono stati 36. L’anno prima? 32. Nel 2022 sono stati 51. Non capisco questa isteria. Dopodiché, è un problema di cui tener conto? Assolutamente sì“.
Così, mentre le zanzare tornano protagoniste dell’estate italiana, è bene ricordare che la vera arma contro il virus resta la consapevolezza.
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