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Attualità

“I maschi inquinano di più”: lo studio surreale sul clima a cui stenterete a credere

È stato pubblicato uno studio della London School of Economics che sostiene come gli uomini inquinino più delle donne. Lo studio, condotto su un campione di 15.000 individui, collega l’aumento delle emissioni maschili al maggiore consumo di carne rossa e all’uso intensivo dell’automobile.

Il maschio come nemico designato

Lo studio della London School of Economics sostiene che gli uomini producano più gas serra rispetto alle donne, principalmente per abitudini di consumo legate alla carne rossa e all’automobile. Questa lettura si inserisce, secondo l’autore, in una tendenza dell’ordine globale turbo-capitalistico a individuare nel maschio il nuovo “nemico pubblico”. I discorsi giornalistici, accademici e intellettuali, allora, si affannano a rafforzare questa narrazione dominante con zelo e continuità.

La distrazione dal conflitto di classe

Come già argomentato nel nostro studio Il nuovo ordine erotico, il potere dominante ha tutto l’interesse a deviare l’attenzione dal vero conflitto sociale — quello tra classi, tra servi e signori. A tal fine, promuove scontri orizzontali all’interno della classe subalterna, alimentando divisioni che distolgano dallo scontro verticale verso l’alto.

Il genere come strumento di divisione

Uno dei principali conflitti orizzontali incoraggiati dall’ordine dominante è quello tra uomini e donne. Gli uomini vengono sistematicamente rappresentati come portatori di dominio, soprusi e violenze; le donne, al contrario, come esseri subalterni, buoni per definizione. Questo schema porta con sé un’evidente forma di razzismo di genere: attribuire caratteristiche negative a un intero gruppo sulla base del sesso è, a tutti gli effetti, una trasposizione del razzismo biologico.

Il vero potere teme l’unità dei dominati

La funzione apotropaica di questa narrazione è chiara: mantenere intatto l’ordine sociale impedendo che emerga la consapevolezza del conflitto di classe. È evidente che non è il genere a definire la posizione di potere: pensare che Ursula von der Leyen sia dominata perché donna o che un operaio di Torino sia dominante in quanto uomo è un’assurdità. Finché i dominati si combattono tra loro — maschi contro femmine, omosessuali contro eterosessuali, destri contro sinistri — le classi dominanti possono dormire tranquille. Questo è il vero dominio contemporaneo: mantenere il conflitto sull’asse orizzontale, con il supporto anche di studi apparentemente scientifici.

Diego Fusaro

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