Per molti osservatori, l’elezione di Papa Leone XIV ha rappresentato una vera e propria sorpresa positiva, un evento che ha riacceso speranze anche nei cuori più disillusi. Ne è convinto anche Alberto Contri, docente di comunicazione sociale, che non nasconde il suo entusiasmo: “Sono semplicemente entusiasta, voglio dire, poteva andare veramente male e invece abbiamo avuto una grossa sorpresa da tanti punti di vista”. Il nuovo Pontefice si presenta come “un uomo di fede, un uomo di cultura, un uomo colto, laureato in matematica, filosofia, un canonista“. Un profilo solido, completo, radicato nella tradizione ecclesiastica ma capace di comunicare in modo contemporaneo.
Per Contri, Leone XIV ha già fatto capire molto con poche parole, e ancor più con le sue scelte simboliche. “Ci aspettiamo un ritorno, come si dice, alla dottrina, cioè alla dottrina sociale della Chiesa, alla quale si è riportato chiaramente”, afferma. La scelta del nome stesso – con riferimenti espliciti alla Rerum Novarum – segna un’inversione di tendenza, che potrebbe dare nuova linfa a una Chiesa spesso smarrita nei compromessi culturali e ideologici. Tuttavia, sarà la fase delle nomine ai dicasteri a dare concretezza a questa impostazione. “Lì si capiranno come funzioneranno i dicasteri… Il Vaticano è uno stato stranissimo, complicatissimo”, osserva Contri, sottolineando quanto sarà importante osservare i primi atti di governo.
Nel suo campo d’elezione, la comunicazione, Contri punta il dito su un dettaglio che ai più potrebbe essere sfuggito: “Quando ho visto questi applausi scroscianti ogni due per tre durante l’incontro con i giornalisti, mi è venuto spontaneo pensare: ma quanta ipocrisia”. I toni entusiastici di certa stampa appaiono sospetti: “Questi sono quelli che al 90% ci hanno riempito i capacisi con il fatto che, non so, il virus era di origine naturale, del pangolino…”. Una critica diretta a chi ora elogia il nuovo Papa ma, negli anni passati, ha spesso distorto, banalizzato o manipolato l’informazione. Il contrasto, dice Contri, è evidente: “Tutti quanti i giornali con dei titoli pazzeschi, come se nulla fosse… Guarda, è una roba impressionante”.
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