La retorica del riarmo europeo prevede una condizione: che esista un concreto rischio che la Russia di Putin voglia invadere l’Europa.
Ma c’è davvero questa possibilità? Non secondo Stefano Tiozzo, fotografo, documentarista e storyteller che vive in Russia dal 2017 e la racconta da tutti i punti di vista da altrettanto tempo, esplorando anche le parti più remote del Paese. Fin dall’inizio della guerra in Ucraina, ha descritto passo passo sui suoi canali social le fasi del conflitto, prendendo in considerazione sia il punto di vista dei russi, che la narrazione occidentale. “Non frega niente a nessuno il controllo sul Kazakistan”, spiega in diretta da Stefano Molinari. “L’Ucraina è una questione di natura securitaria per tutte le ingerenze della NATO dal 2014 a oggi, per tutta la minaccia a una popolazione che è a tutti gli effetti russo etnica, che da un giorno all’altro si è trovata a vivere in un altro Stato, e che dal 2014 vive una condizione tremenda sostanzialmente, dallo scoppio della guerra civile del Donbass, inclusa discriminazione su base linguistica, oltre che ovviamente bombardamenti, guerra fisica sul territorio“.
“Molti hanno raccontato dalle nostre parti la guerra della Russia come un’aggressione di natura imperialistica per ripristinare un dominio territoriale. Ma questa è pura fantasia, perché a nessun russo, nemmeno il più patriottico di tutti, interessa niente del numero di chilometri quadrati che controlla la Russia“.
Qui la seconda parte dell’intervista.
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