Amnesie difensive, atteggiamenti sbagliati, il giro di sostituzioni che ancora una volta inizia a metà primo tempo. Poi la reazione, la rabbia e la voglia di ribaltare il risultato. Queste sono ancora una volta le due facce del Milan, la Fiorentina ringrazia e torna a casa con un punto da San Siro. Bastano 11 minuti alla Viola per trovare due gol e indirizzare la partita: prima un autogol di Thiaw su cross di Gudmundsson, poi Moise Kean dentro l’area piccola su assist di Dodò. L’immagine simbolo di questo Milan è la palla persa da Musah che dopo 5 minuti dall’inizio non sa cosa fare e corre con la palla al piede verso la propria porta. Dalla palla persa nasce il gol dell’uno a zero. Lo stesso Musah sarà sostituito da Conceicao dopo 26 minuti in favore di Jovic.
Il gol che riapre la partita è di Abraham, tra i pochi positivi con Pulisic e Reijnders. Nel secondo tempo il Milan rientra con un altro spirito, mette la squadra di Palladino alle corde. Jovic è il giocatore chiave, si muove tra le linee, serve palloni importanti prima ad Abraham e poi al subentrato Gimenez. L’impegno e il gioco ripagano l’attaccante rossonero che al sessantacinquesimo sfrutta una dormita della difesa Viola e segna. Da lì in poi meglio il Milan che rischia su un contropiede di Kean, il prezzo da pagare per continuare ad attaccare senza sosta. A due minuti dalla fine la Fiorentina trova il gol con Dodò, annullato per un piede in fuorigioco. L’esultanza dei giocatori di Palladino si strozza con i giocatori festanti sotto al settore ospiti, finisce due a due.
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