Spero che il filo conduttore rimanga sempre lo stesso: non solo l’interesse economico, ma il benessere comune dell’azienda, nel rispetto delle famiglie coinvolte, comprese quelle dei collaboratori.
Ci sono aspetti positivi. Se la famiglia è corretta e se i collaboratori, sia diretti che indiretti, lavorano in armonia, l’azienda non deve rendere conto a nessuno se non a sé stessa. Questo garantisce una gestione più personale e, nel lungo periodo, porta benefici non solo economici, ma anche umani.
Assolutamente sì. Purtroppo, dobbiamo spesso subire il peso della finanza imposta dai nostri clienti più importanti, di cui preferisco non fare nomi. L’ingresso della finanza in azienda ha portato non solo allo svilimento del prodotto, ma anche dell’impresa stessa.
Assolutamente sì. Proprio poco fa ho partecipato a una riunione con i miei fratelli, che hanno sempre condiviso un’unica visione aziendale: il benessere comune dell’impresa. Abbiamo deciso di non coinvolgere direttamente le famiglie nella gestione operativa, per garantire stabilità e continuità. Mi auguro che le nuove generazioni, che già dimostrano ottime prospettive, mantengano questa prassi.
Il piacere di mantenere vivo il passato e di vedere le nuove generazioni impegnarsi con dedizione nel portarlo avanti.
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