Donald Trump è il 47esimo Presidente degli Stati Uniti, ma la notizia dell’insediamento fa partire forti preoccupazioni dall’altra parte dell’oceano. Nella plenaria del 21 gennaio dell’Europarlamento a Strasburgo, uno dei dibattiti riguarda proprio il tycoon. Si parla di “implicazioni geopolitiche ed economiche per le relazioni transatlantiche”, a seguito delle già note disposizioni del nuovo POTUS, come i dazi o l’uscita dall’OMS. I deputati della sinistra europea allertano e avvisano di voler difendere i valori occidentali. “Faremo la nostra parte per far avanzare l’agenda europea”, dice Brando Benifei (S&D). L’intervento successivo è di Jorge Buxadé Villalba, rappresentante di Vox.
“Trump ha ottenuto la maggioranza del collegio elettorale, ha vinto il voto popolare e ha migliorato i suoi risultati in tutti gli strati demografici. Ursula von der Leyen non è stata votata da nessuno ed è presidente della commissione perché ha ottenuto il favore di tutti i perdenti. Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca è la vittoria delle classi medie soffocate. E di quelli di noi che vogliono la libertà dalla censura, la pace prima della guerra, la democrazia prima della tirannia e il buon senso prima del woke. Voi preferite aumentare le tasse, censurare le opinioni e vietare cose. I cittadini europei non vogliono più essere topi da laboratorio dove voi testate pericolosi esperimenti sociali. Da decenni Bruxelles prende decisioni contro i cittadini. È finita. Il futuro appartiene ai patrioti“.
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