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Nuovi entusiasti venti di guerra (pure da qualche giornalone): e NATO e UE ci pensano

Si continua indefessamente ormai da mesi a discutere circa la possibilità dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO. Per parte sua la NATO è già da tempo ampiamente entrata in Ucraina, di fatto considerandola come parte integrante del proprio impero, chiaramente in funzione antirussa.

Fin dagli anni ’90, ossia da quando cadde l’Unione Sovietica, peraltro ingloriosamente, la civiltà del dollaro aspira ad accerchiare la Russia per farla infine capitolare. Sembrava peraltro che ciò stesse con successo avvenendo, con Gorbaciov prima e con Yeltsin dopo. Fintanto che non giunse l’imponderabile nella storia, vale a dire la figura di Vladimir Putin, che, da quando si è insediato, non ha fatto altro che riaffermare la sovranità della Russia, nonché la sua indisponibilità a ridefinirsi come semplice dependance della civiltà a stelle e strisce. La guerra d’Ucraina, sotto questo riguardo, non è se non l’ultimo atto di questa strategia di lunga durata, in grazia della quale Washington aspira a sottomettere Mosca. Sicché quando si asserisce che l’aggredito ha sempre ragione, bisogna ragionare seriamente su chi realmente sia l’aggredito in questo contesto.

In ogni caso, il guitto Zelensky, attore Nato, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, l’attore più pagato di tutti i tempi, ha fatto recentemente sapere che non vi potrà essere sicurezza in Ucraina fintanto che essa non sarà parte integrante, anche ufficialmente, del Patto Atlantico. Del resto anche Rutte, nomina sunt omina, il nuovo segretario della NATO, ha detto qualcosa di simile nelle settimane scorse. E lo stesso guitto di Kiev ha sostenuto di essere pronto ad accettare l’invio di truppe europee e della NATO sul fronte ucraino. Ha detto di non chiedere nulla, ma di non dire di no nell’eventualità in cui vengano inviate truppe europee e della NATO. Non per caso già da giorni i giornali italiani parlano a tambur battente di questa possibilità.

Sul Foglio, ad esempio, compariva nei giorni scorsi un titolo emblematico: “Europei alle armi“. Sotto questo profilo Macron aveva precorso i tempi, sostenendo più di un anno fa che era d’uopo mandare truppe in Ucraina. Si va dunque davvero verso questa sciagurata possibilità? L’euroinomane Kallas, nei giorni scorsi, ha detto che non è da escludere preventivamente quest’eventualità.

Per parte sua, la Russia di Putin fa sapere che l’ingresso dell’Ucraina nella NATO sarebbe una minaccia inaccettabile per il mondo russo. Ed è anche piuttosto chiaro il perché. Se l’Ucraina realmente entrasse nella NATO, allora i missili della civiltà dell’hamburger e dell’Occidente, anzi dell’Uccidente liberale atlantista, missili che naturalmente sono democratici e umanitari, green e arcobaleno, si troverebbero di fatto ai confini con la Russia di Putin.

Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, come proverbialmente sono soliti fare gli struzzi. La situazione sta peggiorando di giorno in giorno e tutto sembra preludere davvero a un conflitto di portata mondiale, naturalmente propiziato in ogni guisa dalla NATO e da quell’Occidente che sempre più coincide con il movimento di americanizzazione coatta dell’intero pianeta. Quel movimento, voglio dire, in forza del quale la civiltà del dollaro vuole imporre all’intero pianeta la propria dominazione, la propria libido dominandi, giungendo puntualmente al conflitto quando incontri resistenze di qualche tipo.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro

Diego Fusaro

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