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Eurodeputato fa i nomi dei giornali “finanziati segretamente dagli USA” ▷ Caos e proteste in aula

Ora o mai più per combattere la propaganda russa.
Questo, in sintesi, è stato uno dei primi discorsi in veste europea di Kaja Kallas, nuova Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri. Lo pronuncia in occasione della plenaria del 17 dicembre a Strasburgo. Il titolo della discussione è: “Disinformazione e falsificazione della storia da parte della Russia per giustificare la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina”. La politica estone apre così: “La giustificazione di Putin per la sua guerra all’Ucraina è intrisa di bugie. Gli ucraini stanno combattendo ogni secondo di ogni giorno e noi continueremo a sostenerli finché non vinceranno questa guerra”.

“Quando la Russia ha annesso illegalmente la penisola di Crimea, ha iniziato con una campagna di disinformazione basata sull’accusa falsa all’Ucraina di una storia diversa che non ha mai avuto. Non ripeterò qui queste bugie. Onorevoli deputati, non possiamo accettare la diffusione in Europa delle campagne di disinformazione russe. La prima linea di questa guerra ibrida attraversa le nostre democrazie, le università, i parlamenti, i media e altre istituzioni. Mira a creare sfiducia. La gente non sa più di cosa fidarsi, scatenando divisioni interne, influenzando il processo decisionale democratico, comprese le decisioni che prendiamo alle urne. L’obiettivo è cambiare le nostre politiche e dissuadere l’Europa dal sostenere l’Ucraina. La disinformazione organizzata, o talvolta anche le informazioni manipolate che sono in parte vere, raggiungono un vasto pubblico attraverso i social media”.

Il discorso della Kallas si inserisce poi in un contesto che ha visto proprio recentemente uno Stato in cui le elezioni sono state annullate per sospette “ingerenze russe” tramite TikTok. E la Kallas lo menziona, insieme a Moldova e Georgia. Lo fanno anche altri deputati. Tra questi uno in particolare scatena rumori tra i banchi dell’Europarlamento: Petr Bryston, di AfD.
La sua è una pesante accusa nei confronti dei media tradizionali in Occidente, secondo lui non troppo neutrali.

Guarda qui il suo intervento tradotto in italiano.

Redazione

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