L’attentato ha Trump ha scatenato reazioni in tutto il mondo. Anche in questa occasione la teoria del complotto si fa spazio. In questo caso, secondo alcuni, l’ex Presidente degli Stati Uniti avrebbe cercato una occasione per farsi colpire e avere vantaggio nella campagna elettorale. “Una follia, chi pensa così ha dei deficit cognitivi” secondo Fabio Duranti “farsi sparare all’orecchio da più di 150 metri?”.
C’è qualcosa dietro a questo retropensiero secondo Alberto Contri: “Anche solo dire che è stato organizzato da Trump è in malafede. Le persone giudicano la realtà in base non a quello che vedono ma a quello in cui credono. Un bias cognitivo che non lascia capire il contesto più ampio”.
La fida per la Casa Bianca cambia radicalmente secondo Frajese: “Sicuramente cambia la storia delle Presidenziali. Questo liberal progressismo spinto con queste ideologie che passano dai vaccini ai gender che è pronta a combattere e anche a far fuori le persone per la propria ideologia. Quella rabbia che abbiamo avvertito verso di noi non era una rabbia di tipo verbale ma aera anche una rabbia di tipo fisico. Al momento il rischio più grosso negli stati Uniti è che qualcuno voglia rispondere dall’altra parte”
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