Ma è per i soldi o per la sicurezza? Terzium non datur. Ma nemmeno tutte vanno prese insieme.
Le istituzioni si dovrebbero decidere sulla reale funzione dei meccanismi di rilevazione della velocità e annesse multe e sanzioni, e pare che della chiarezza stia emergendo: la risposta non è la sicurezza.
Molto spesso il concetto di autovelox viene accostato a quello di sicurezza tralasciando valanghe di fattori che invece incidono sui sinistri – anche mortali – in maniera decisamente maggiore. Non ultimo il sindaco di Bologna, che pure ha spiegato così i limiti a 30. Poi le dichiarazioni rivelano l’altra faccia della medaglia: “Quei soldi necessari per i nostri bilanci”, leggiamo su un titolo di Repubblica un virgolettato attribuito all’Anci.
Dal 2022 le multe sono aumentate del 61% in Italia, e il trend è destinato a crescere visto che sempre più macchinette vengono installate sul suolo urbano delle principali città.
Una sentenza della Corte di Cassazione rischia però di rompere il maialino salvadanaio che nel solo 2022 ha messo insieme 75 milioni di euro dalle sanzioni stradali. La sentenza stabilisce la differenza con gli apparecchi soltanto approvati, aprendo il vaso di Pandora di quelli non omologati.
Un punto cruciale sui diritti degli automobilisti che rischia di inondare i Comuni di ricordi a pioggia e inceppare il meccanismo. Se è per la sicurezza – e non per i profitti – ben venga no?
L’editoriale di Fabio Duranti a ‘Un Giorno Speciale’
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