Si parla di Mario Draghi come possibile sostituto di Ursula von der Leyen alla Commissione europea.
“Ancora tu non dovevamo vederci più?”, recita una famosa canzone. Mario Draghi purtroppo invece continueremo a vederlo, ad incontrarlo sul nostro cammino perché è membro di spicco di quel cartello finanziario internazionale che ha preso le redini delle istituzioni europee attraverso di esse dei governi nazionali. Motivo per cui lo abbiamo visto a capo della Banca Centrale Europea, poi lo abbiamo visto come Presidente del Consiglio in Italia, non eletto ovviamente, e ora rischiamo di vederlo nuovamente come vertice di una delle principali, se non la principale, istituzione europea.
Ricordiamo che Mario Draghi è membro di quel gruppo, di quei 30 membri di quel cartello che utilizza armi finanziarie di distruzione di massa. Questo fin dagli anni ’90, quando Mario Draghi era a bordo del Britannia, nave dei reali inglesi che approdò a bordo di Civitavecchia nel 1992. Su quello yacht c’era tutto il gotha della finanza internazionale, soprattutto i membri della Goldman Sachs a cui Mario Draghi offrì su un piatto d’argento molte delle aziende, delle banche, i cosiddetti “gioielli di Stato” italiani.
La Goldman Sachs poi l’ho premierà dandogli addirittura un ruolo come responsabile della grande banca d’affari, responsabile europeo della banca Goldman Sachs. Poi Mario Draghi farà parte della Commissione per le privatizzazioni proprio in seguito a quella riunione del Britannia, ma farà anche parte delle commissioni che portarono alla moneta unica, quella moneta che lui poi in seguito firmerà come governatore della Banca Centrale Europea.
Draghi lo troviamo un po’ ovunque, prezzemolino in ogni minestra si direbbe.
Perché? Perché in qualità di esponente di spicco del cartello finanziario internazionale, come membro del gruppo dei 30, è una pedina fondamentale che deve avere sempre ruoli di prestigio funzionali agli interessi di quel cartello stesso.
Questo l’appello che lanciamo a chi proverà ad entrare nel prossimo Parlamento europeo con le elezioni dell’8 e 9 giugno: bisogna fare di tutto per fermare Mario Draghi, per sbarrare la strada di Draghi ai vertici della Commissione Europea. Difficilmente potrà fare peggio di Ursula von der Leyen, ma fa parte del medesimo cartello, quindi ci sarebbe una continuità assolutamente dannosa e pericolosa, che va scongiurata senza sé e senza ma.
Appello quindi ai prossimi parlamentari europei: fermate Mario Draghi. Bisogna in qualche modo sbarrargli la strada.
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