Ha fatto letteralmente il giro del mondo l’ultimo allarme lanciato sul Brasile.
Allarme che poi si ripercuote inevitabilmente su tutto il mondo, dal momento in cui questo riguarda il famigerato cambiamento climatico.
Il mainstream all’unisono esclama infatti che a Rio de Janeiro in Brasile sono arrivati i 62,3 gradi Celsius. “Un caldo folle”, “caldo record”, “spiagge invase”: così si ripete da giorni sui principali media. La precisazione che segue è però fondamentale per evitare l’ennesimo allarmismo: i gradi sono “percepiti”. Il che significa che no: il termometro non ha registrato 62 gradi. La combinazione di vari fattori climatici ben più complessi di “caldo folle” ha come risultato ciò che è successo a Rio. La vicinanza della ambita meta turistica al mare comporta spesso un’umidità relativa di alto indice: ciò su cui infatti si basa la temperatura percepita, ovvero il rapporto tra, appunto, umidità relativa e temperatura dell’aria.
La notizia è stata riportata con enorme clamore e ha riportato i tamburi del climate change a suonare ancora una volta.
Francesco Borgonovo e Fabio Duranti commentano in diretta l’accaduto.
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