Un nascosto filo rosso percorre l’élite globale: il concetto di resilienza. Concetto proveniente dal mondo delle cose, in particolare dei metalli, viene oggi largamente utilizzato come nuova categoria sociale. Ma cosa si nasconde dietro questo termine opaco?
Secondo il filosofo Diego Fusaro, autore del libro “Odio la resilienza”, il concetto largamente in voga cela in realtà una visione fosca del nostro futuro ma soprattutto un paragone tra cose e uomini utile al nuovo sistema dello sfruttamento globale. Gli uomini divenendo oggetti possono di fatto, attraverso la categoria concettuale di resilienza, essere plasmati secondo le indicazioni e i voleri delle classi dominanti.
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