La minaccia di Zelensky per zittire gli oppositori arriva fino in Italia. Il Premier ucraino avrebbe stilato una lista simil-proscrizione, all’interno della quale ci sarebbero i nomi di tutti i filo- putiniani italiani. Lista che Zelensky promette di recapitare a Meloni augurandosi che ci siano conseguenze per i nomi citati.
All’escalation dei toni oggi si aggiunge anche il presidente francese Emmanuel Macron: “L’invio di truppe occidentali in Ucraina non può essere escluso”. Cosa che ovviamente suscita la reazione russa: “Con truppe in Ucraina guerra inevitabile”, fanno sapere dal Cremlino.
Un crescendo di affermazioni pesanti che a Boni Castellane non torna: “Vorrei far notare tre elementi, a mio parere estremamente interessanti: il primo, il non chiarissimo accordo annunciato dal nostro Presidente del Consiglio di sostegno militare all’Ucraina, che è solo un auspicio, in quanto siamo una colonia e non possiamo permetterci di sostenere nessuno. Quindi annunciare un’identificazione totale tra Italia e Ucraina ha dei toni inquietanti. Il secondo elemento, le liste di proscrizione di Zelensky che auspica si prendano delle misure contro i filo putiniani italiani “espellendoli”. Calenda da parte sua, ha detto che saprebbe da dove iniziare e chi possa essere il primo della lista. Infine oggi, Macron ha affermato di non escludere l’invio di truppe Nato contro l’Ucraina: significherebbe prepararsi all’inizio della Guerra mondiale nucleare“.
Ma cos’è che non quadra? Dov’è il filo rosso?
“Mettendo insieme questi tre elementi ne risulta un climax di toni così surreali e forzati che, a mio parere, c’è qualcosa che non sappiamo.
Probabilmente dietro le quinte sta accadendo qualcosa. E’ possibile che i successi russi si stiano consolidando, quindi a margine di trattative che forse sono in corso, c’è un gioco di contrappesi che deve essere messo in campo a favore di una parte piuttosto che dell’altra”.
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