Sabato 27 gennaio, “Giorno della Memoria” sempre celebrato nel ricordo delle vittime dell’Olocausto, quest’anno motivo di grandi polemiche. In molte città diverse associazioni hanno deciso di organizzare mobilitazioni di piazza a sostegno della Palestina e in particolare di Gaza, sotto le bombe israeliane da mesi. Una scelta molto criticata che ha generato polemiche da una parte e dall’altra. Contro il divieto di manifestare Giorgio Cremaschi, ex dirigente FIOM, adesso militante di Potere al popolo: “La data del 27 gennaio è stata scelta come giorno della memoria della Shoah, perché il 27 gennaio l’Armata rossa sovietica, liberò il campo di sterminio di Auschwitz, perché la memoria spesso rischia di diventare cattiva memoria. Abbiamo visto un film che ha preso gli Oscar che fa vedere che Auschwitz è stata liberata dagli americani e quindi è utile ricordare la memoria.
Dopodiché trovo che la richiesta di impedire manifestazioni assolutamente democratiche che peraltro si riferiscono positivamente al Giorno della memoria, dicendo noi ricordiamo anche lo sterminio degli ebrei e tutto il resto, sia un’operazione vergognosa. Non mi pare che Netanyahu nel Giorno della memoria decida sospendiamo i bombardamenti. Nel tweet che ho scritto ho messo il numero di 140 perché questo ovviamente è il numero medio di bambini che sono stati uccisi ogni giorno, più o meno, da quando è iniziata la rappresaglia israeliana per i fatti del 7 ottobre.
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