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Salute

L’indagine sul Covid che smonta lockdown e mascherine ▷ “Nessuna efficacia di protezione”

Il Leviatano dai piedi d’argilla, Il disastro Covid-19 tra retorica della paura e scientismo” è un libro scritto da Cristiano Codagnone ricercatore al dipartimento di Scienze Sociali e Politiche all’Università degli studi di Milano e dal professore Stefano Bracaletti. Il libro indaga sugli effetti e sull’impatto della pandemia sulla popolazione mondiale, basandosi su fonti trasparenti ed autorevoli. Gli autori si interrogano in particolare su una domanda: “I governanti hanno affermato di seguire la scienza, ma quale scienza è stata davvero seguita e cosa è davvero successo affinchè accettassimo di essere privati di diritti e libertà fondamentali?”. La risposta che il professore ha dato nel suo libro è molto semplice, ovvero che si sia sviluppato un “processo di irrazionalità collettiva“. La popolazione ha dato quindi per buone le decisioni prese dai governanti, i quali non avevano mai dimostrato con alcuna evidenza scientifica la reale efficacia degli strumenti restrittivi per combattere il Covid.

Il focus dell’opera si incentra prevalentemente sull’analisi di numerosi studi secondo i quali i livelli di mortalità e d’infezione di Covid-19 non erano collegati in alcun modo al lockdown e all’uso delle mascherine.

Uno studio di metanalisi uscito un paio di mesi fa, testimonia l’inefficacia delle mascherine come misura di sanità pubblica all’interno delle scuole” dice Francesco Borgonovo “quindi non c’è evidenza alcuna che le mascherine abbiano prodotto significativi mutamenti nell’andamento del virus. Il professore conferma questa tesi: “Già nel 2019 l‘OMS aveva pubblicato una metanalisi nella quale affermava che non c’era evidenza empirica a sostegno dell’efficacia del lockdown e delle mascherine. Per questo motivo “in condizioni di incertezza il governo avrebbe dovuto scegliere la misura meno oppressiva per i cittadini”.

Il livello di mortalità del Covid-19 era infatti collegato, secondo quanto afferma Codagnone, ad altre variabili di tipo comportamentale e socio-demografiche. Una tesi dimostrabile anche comparando le curve dei contagi con le politiche sanitarie intraprese: “A misura restrittiva non corrispondeva un abbassamento della curva” dice Borgonovo.

“Se fosse stato vero che il lockdown salvava, ci sarebbero dovuti essere il triplo dei decessi in Florida, rispetto alla California commenta Codagnone. “La paura è stata tale che ha sovvertito il senso comune” dice il professore “statisticamente i giovani che purtroppo sono morti, sono stati casi irrisori se comparati alla totalità della popolazione”.

Il pensiero comune sostenuto da entrambi è che si sia voluto portare avanti un pensiero “pandemicamente corretto“. Ogni altra opinione contraria a questo pensiero doveva essere bandita, rendendo impossibile il dialogo tra la popolazione e la costruzione di pensiero intimo e privato. Questo “diktat” ha quindi portato come risultato a un inevitabile processo di “irrazionalità collettiva“.

Francesca d'Amato

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