Patto di stabilità, come si potrebbe leggere nel 2023? Si potrebbe chiamare “La non riforma del patto e di stabilità di crescita”. Gabriele Guzzi, economista, e Francesco Borgonovo commentano gli ultimi sviluppi in riferimento agli ultimi passi compiuti dall’Unione Europea per la risoluzione di alcune politiche economiche inadeguate.
Ricordiamoci che il patto di stabilità e crescita è stato per la prima volta introdotto nel 1997, poi varie volte modificato. Ora ci troviamo in un mondo totalmente diverso, in quello della terza guerra mondiale, a pezzi. ci troviamo che dopo una pandemia comunque i debiti pubblici sono schizzati, ma all’Europa si trova ancora a stare a pensare allo 0, alla percentualina mentre il mondo va in fiamme.
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