La favola del giornalismo finita e dimenticata?
L’impressione di Fabio Duranti non si discosta da questa ipotesi.
Dall’epoca Covid, ma non solo, ai forse prossimi trattati OMS in cui si parla di “infodemia”, la censura si è abbattuta contro chi ha deciso di raccontare le vicende meno raccontate dal mainstream. Non è una singolarità osservare piattaforme social bloccare, sospendere, limitare, cancellare chi va controcorrente. Quello che però stupisce è la reazione altrettanto singolare, o forse non troppo. Che si tratti di una devianza storica peculiare del nostro tempo quella di rimanere indifferenti all’appropriazione indebita della libertà di parola e d’indagine?
D’altronde, cos’è il giornalismo se non lo scoperchiare quello che non può essere scoperchiato da chiunque?
Nell’editoriale di Duranti l’appello è rigido: “Riprendetevi il vostro diritto ad essere informati!“
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