Dopo le minacce arrivano le conseguenze.
L’Unione Europea sguinzaglia i cani del Digital Service Act, la legge che promette di combattere la “disinformazione” nei social.
Uno di quei cani sguinzagliati partiti all’attacco, di cognome e di fatto, è Thierry Breton, Commissario europeo per il mercato interno e i servizi, che con Elon Musk, CEO di Twitter (X), il social preso di mira dal DSA, aveva già avuto qualche screzio. Al politico francese non erano andate giù le risposte alle sue accuse di lasciare troppo spazio alla libertà d’espressione, caratteristica quasi peculiare della nuova gestione della piattaforma. L’ambito era quello della guerra tra Israele e Palestina.
Twitter però veniva allora invaso da video su video di eventi non verificati dalle istituzioni.
Ma quello è il prezzo della democrazia, e l’UE pare non esserci ancora arrivata.
Così parte la procedura d’infrazione nei confronti del social di Musk.
Alberto Contri e Fabio Duranti commentano in diretta a Un Giorno Speciale.
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