L’OMS si muove e non poco velocemente.
In ballo, nelle prossime modifiche del Regolamento Sanitario Internazionale, c’è la sanità (e non solo) di tutti i paesi membri dell’Unione Europea. Dopo la pandemia di Covid, nella quale se ne sono viste di tutti i colori, l’Organizzazione Mondiale della Sanità non si è fermata.
Ha anzi cominciato a ragionare su come agire per le tanto agognate “prossime pandemie”. Troppi i dissidenti sono stati nell’era 2020-2022.
E allora il piano che l’OMS ha in serbo per tutti è quasi un accentramento generale di poteri. Almeno stando a quanto racconta l’avvocato Renate Holzeisen.
“Una mostruosità senza precedenti – commenta la Holzeisen – è una dittatura in tutti gli aspetti“.
D’altronde questo è l’effetto di stupore al vedere di come tali cambiamenti possano avvenire: a maggioranza semplice, e praticamente senza il diritto all’unanimità. “Entrata in vigore automatica anche per l’Italia, a meno che il governo non li rigetti espressamente“.
Quali modifiche potrebbero arrivare? Il direttore generale potrebbe “autoritariamente decidere se esiste un’emergenza di natura sanitaria e climatica, non soltanto per altro a livello internazionale, ma anche solo regionale“.
“Ciò che ad oggi è considerato una raccomandazione non vincolante dell’OMS, adesso con le modifiche diventa espressamente vincolante. Dunque, avremo anche una magistratura che ancora meno ci tutelerà. Perché secondo ciò che gli Stati membri consentiranno a priori, quello che dirà il direttore generale sarà la Bibbia“. Per quanto riguarda le future emergenze? Climatica, si legge, o addirittura di “natura ignota”.
E a seguito di queste una serie di provvedimenti da non sottovalutare.
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