Sport

A tu per tu con Carolina Morace ▷ “Italia, mancano gli investimenti ma anche le idee. Wembley mi inorgoglisce ancora”

Dodici campionati italiani, due Coppa Italia, una Supercoppa italiana, dodici volte capocannoniere in Serie A, 150 presenze e 105 reti in maglia azzurra da calciatrice, prima donna ad allenare una squadra maschile, vincitrice da allenatrice del Canada della Womens Gold Cup. Risultati che tessono la carriera di un’icona mondiale del calcio.
Fresca di firma con il London City Lionesses, Carolina Morace si appresta a vivere solo l’ultimo – l’ennesimo – capitolo di una vita d’amore per un gioco che ormai conosce profondamente.
Ecco perché le abbiamo chiesto in diretta i grandi perché: dal tracollo della Nazionale femminile ai mondiali passando per le sue soddisfazioni personali, fino alla crescita di un movimento che in Italia fa fatica a trovare spazio rispetto ad altri paesi.
Nel video l’intervista di Francesco Caselli.

L’orgoglio principale

“La cosa che mi inorgoglisce di più sono i quattro gol a Wembley, perché sono l’unica ad averli fatti sia tra gli uomini che tra le donne e perché Wembley è il tempio del calcio. Me ne resi conto dopo.
Anche la hall of fame è stata un’altra soddisfazione, oltre ad essere il primo tecnico donna ad aver vinto una competizione equivalente agli gli europei all’estero.”

Tracollo Nazionale

“Ai Mondiali e agli Europei oggi non ci si improvvisa più. Io poi non punterei a vincerli, ma a far crescere in generale il calcio femminile. La crescita interna del calcio femminile porta ai successi, come successo in Inghilterra, perché l’Inghilterra è campione d’Europa in carica.
Io ricordo che quando la mia generazione arrivava due volte vicecampione d’Europa, le altre nazioni erano sotto traccia. Questo vuol dire che il problema è stato che allora loro hanno iniziato a progettare e a investire, noi no. Mancano gli investimenti ma anche le idee, le disponibilità mancano fino ad un certo punto, perché poi gli sponsor li trovi.
Insomma, era un prodotto che piaceva, non è cresciuto perché non abbiamo voluto farlo crescere.

Poi possiamo dire che col Sudafrica si poteva vincere, che non abbiamo visto un bel gioco, però dare la colpa alla CT e alle giocatrici mi sembra il classico comportamento all’italiana senza un minimo di rispetto e senso civico per cui siamo conosciuti nel mondo.”

Redazione

La redazione di Radio Radio informa quotidianamente i visitatori del portale con le notizie più importanti della giornata in collaborazione con Adn Kronos, una delle più importanti e autorevoli agenzie di stampa del mondo.

Recent Posts

  • Attualità

“Leggete le sentenze prima di parlare”: Buonguerrieri incalza Conte sui 100 milioni

Nuovo affondo nella Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid, dove Giuseppe Conte è tornato a essere…

13 ore ago
  • Sport

“Lotito, così dove si va a finire? Ora hai solo una strada” | Ilario Di Giovambattista

Claudio Lotito e la tifoseria della Lazio: una frattura che sembra ormai aver raggiunto un…

15 ore ago
  • Notizie

Marocco contro Spagna: la manina di Israele dietro Ceuta

Nel suo pregevole e documentatissimo studio Armi di Immigrazione di Massa del 2010, Kelly Greenhill…

16 ore ago
  • Attualità

GRAZIE, CON LA ERRE TUA, FRANCESCO GUCCINI

Se ne stanno sottobraccio, note e parole, contemplando un Dolore.  E ti accorgi che quando…

16 ore ago
  • Notizie

La Costituzione più imperfetta del mondo

Noi italiani portiamo ancora addosso gli errori di certi statisti del passato. Mussolini, ovviamente, e…

20 ore ago
  • Blog

Il vero motivo per cui ora vi accusano di scarsa educazione finanziaria

Oggi voglio trattare il tema dei miliardi di euro fermi sui conti correnti delle famiglie…

23 ore ago