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Francia e Germania si prendono quasi tutti i fondi europei e trasformano il loro settore industriale

A Parigi, grazie a massicci sussidi governativi, si stanno trasformando interi settori industriali. Nel frattempo a Bruxelles il mercato europeo e i meccanismi di protezione della concorrenza, guidati dalla DG concorrenza e da una certa Margaret Vestager, sono in rovina. La Commissione europea ha recentemente autorizzato 1,5 miliardi di sussidi governativi per la Prologium Technologies, che svilupperà batterie allo stato solido per auto elettriche in sostituzione delle attuali batterie a ioni di litio. Questa decisione è stata presa utilizzando un’interpretazione molto flessibile e molto estensiva dell’articolo 107 del Trattato sull’Unione Europea che autorizza gli aiuti di Stato compatibili col mercato interno.

Ciò ha portato a un aumento significativo degli aiuti di Stato approvati dalla Commissione che nel 2022 ha raggiunto i 733 miliardi di euro, la metà dei quali richiesti, indovinate un po’ da chi? Perché questo è un dato, cioè 733 miliardi, la metà di tutti gli aiuti di Stato dell’Unione Europea a quale paese vanno? Questo è il punto. A quale paese vanno la metà degli aiuti richiesti all’Unione Europea? Alla Germania. Quella che a noi fa sempre le storie.

Questo però solleva non poche preoccupazioni sulla distorsione della concorrenza. Mentre la Germania sta rapidamente riconvertendo i suoi settori industriali senza nessun rispetto delle regole europee, l’ETA è ancora ferma a trovare una strategia a livello europeo. Noi italiani facciamo i diplomatici, loro fanno i tedeschi, cioè quello che vogliono, comandano L’Unione Europea che sembra incapace di trovare una strategia comune, minacciando così il sogno del mercato unico europeo. In poche parole, l’articolo 107 è diventato un’autostrada a scorrimento veloce che viene percorsa dalle imprese tedesche e francesi, mentre noi italiani siamo al palo. A proposito anche le fabbriche di auto le abbiamo portate fuori.

Valerio Malvezzi

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